Settore giovanile

Legrottaglie fuori dal campo: la fede in Dio come compagna

Il nuovo allenatore del Pescara Primavera da anni fa parte degli “Atleti di Cristo”

05.07.2019 00:43

Nicola Legrottaglie, l'antidivo che crede in Dio ed ha scoperto la fede grazie al calcio. Il Centro nei giorni scorsi ha proposto un piccolo sunto dell'esperienza extrasportiva del nuovo allenatore biancazzurro, che a Cagliari - ultima sua meta prima di sbarcare in riva all'Adriatico - ha dato vita al progetto Connect Cagliari: un gruppo di persone che si incontra ogni settimana, discute, prega e trascorre insieme la serata.

Ecco cosa ha evidenziato del cammino spirituale di Legrottaglie il quotidiano abruzzese
"La vita del 42enne allenatore cambiò radicalmente nel 2006, quando la Juventus lo cedette in prestito al Siena e un suo compagno di squadra, il paraguaiano Tomas Guzman, lo avvicinò al movimento “Atleti di Cristo”, un’associazione no-profit di ispirazione cristiana-evangelica. Prima di riabbracciare la fede, Legrottaglie aveva ceduto alle tentazioni del ricco mondo del pallone perdendosi un po’ per strada. «Le risposte le ho trovate nella Bibbia», ha raccontato tempo fa il tecnico nato a Gioia del Colle, «grazie a un contatto diretto con Dio. Ho capito che dovevo mettere la mia vita nelle sue mani. Una promessa che gli avevo fatto già quando avevo 13 anni, ma poi avevo dimenticato. Gli avevo chiesto di diventare un calciatore famoso, in cambio lo avrei onorato per sempre. Improvvisamente tutto è cambiato: ho trovato pienezza nella vita, la mia carriera ha ripreso vigore. E voglio trasmettere a tutti la parola di Dio». Da allora Legrottaglie, oltre a tornare a giocare su ottimi livelli, ha iniziato un percorso religioso che ha raccontato scrivendo due libri: “Ho fatto una promessa” nel 2009 e “Cento volte tanto. Con la fede vivo meglio”, nel 2010, nei quali ha trattato temi come la castità, l’aborto e il suo rapporto con il mondo del calcio e dello star system. In quel periodo Legrottaglie si è tolto l’etichetta di seduttore insaziabile scegliendo la castità. «Prima andavo con una donna ogni quattro o cinque giorni, ora non mi importa più. Non perché non mi piacciano le donne, ma semplicemente perché aspetto quella giusta per fare una famiglia». Poi l’incontro con Erika che è diventata sua moglie e, nel 2014, la nascita di Pietro. 
La famiglia, un’istituzione in crisi evidente negli ultimi anni. A marzo Nicola è stato invitato a Verona dagli organizzatori del Congresso mondiale delle famiglie (World congress of families, Wcf) per portare la sua testimonianza. «La famiglia è composta da papà e mamma, questo lo dice la Bibbia, una cosa che dice Dio e da credente io mi fido di Dio, su questi principi non mi sposto di un centimetro. La famiglia è il fulcro della società: se funziona, allora funziona anche la società», ha detto durante il suo intervento".

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