Prima squadra

Lecce-Pescara, le pagelle dei biancazzurri

Brugman e Memushaj in punta di piedi. Mancuso male assistito

01.04.2019 00:10

A CURA DI DANIELE BERARDI

Un Pescara appannato, spento e incapace di offendere cede il passo ad un Lecce euforico e inarrestabile. Le folate dei salentini mandano in tilt il Delfino che non riesce a tirar su la testa. Difesa disattenta e centrocampo incapace di fare filtro aprono la strada ai giallorossi. Mancuso e Marras predicano nel deserto senza neanche troppa convinzione. L'ex Alessandria conclude il quadretto facendosi espellere per un fallaccio su Petriccione. Salterà il Palermo. Non poteva andare peggio. 

Fiorillo 6,5: il migliore dei suoi, per quello che può valere. Incolpevole sui due gol, attento nelle uscite alte sui molteplici cross dei locali. Si guadagna mezzo voto in più per il miracolo su Palombi (a campo aperto) nel finale. Sarebbe cambiato poco, ma meglio così. 

Ciofani 5,5: non vuole saperne di affondare nel primo tempo, neanche dopo il secondo gol del Lecce. Uno degli all'ultimi a mollare. Prova a proporsi in attacco supportando Marras che svaria su tutto il fronte offensivo. Ma senza particolare intraprendenza. Subisce le vampate di Calderoni che scende come un treno sulla sinistra. Incapace di reagire. Affonda con tutto il carico nel finale.

Campagnaro 5,5: probabilmente uno dei meno peggio lì in difesa. Respinge in torsione il cross dalla destra che Mancosu sfrutterà per portare a due le reti di vantaggio. Obiettivamente poteva poco, ma fatica a tenere la linea alta come vorrebbe e tutta la squadra finisce per abbassarsi. Merito del Lecce, più che demeriti del Pescara.  

Scognamiglio 5: uno dei migliori nelle ultime apparizioni, al Via del Mare tracolla mestamente. Si perde il pericolo numero uno La Mantia sul calcio piazzato dell'1-0. La sponda di Falco lo mette totalmente fuori tempo, ma da uno del suo spessore non è possibile aspettarsi errori così marchiani. Prova a riscattarsi nell'altra area di rigore: spreca debolmente l'assist al bacio di Marras. 

Pinto 5: l'esordio con la maglia biancazzurra non poteva andare peggio. Falco è imprendibile con le sue sterzate e i suoi movimenti rapidi. Ci si mette anche Venuti a complicargli la vita: il Lecce sulle fasce fa quel che vuole.

Brugman 5,5: schierato da trequartista al ritorno dall'infortunio: è questa la mossa tattica che Pillon intendeva sfruttare per sorprendere Liverani. Bocciato senza appelli. L'urugagio non trova sbocchi nei mezzi spazi ed è costretto ad abbassarsi per scovare palloni giocabili. La manovra dei biancazzurri ne risente parecchio. Quando dialoga con Memushaj mostra di avere colpi d'altra categoria, ma ci sembra obiettivamente troppo poco.

Bruno 5: impossibile per lui reggere i ritmi indiavolati del Lecce nel primo tempo. Fatica a dare coerenza allo sviluppo del gioco. Soffre terribilmente la pressione alta e sbaglia tutto quello che può. Sostituito all'intervallo. ( dal 45' Bellini 5,5: Pillon lo butta nella mischia cambiando volto tattico alla sua creatura. Santiago si batte e si sbatte senza trovare il pallone buono per la stoccata. Piccolo passo indietro dopo la bella prova interna col Cosenza, ma non può essere lui a togliere le castagne dal fuoco).

Memushaj 5,5: certamente uno dei più attivi. Vuoi per caratteristiche, vuoi perché non riesce a mandare giù la superiorità agonistica del Lecce. Cerca di supportare la manovra con insistenza, a volte anche esagerando nella ricerca della giocata personale. Fisicamente uno dei meno preoccupanti, ma c'è bisogno di ritrovare serenità ed equilibrio lì nel mezzo per invertire la rotta. 

Crecco 5: impalpabile. Soverchiato dai centrocampisti salentini e dalla posizione di Mancosu: un rebus ancora irrisolto per il Pescara di ieri sera. Non riesce a ribaltare l'azione coi suoi soliti strappi offensivi. Se di gambe e di fiato non tiene neanche lui, la questione assume prospettive preoccupanti. (dall'87' Del Sole s.v.)

Marras 4,5: è vivo e si vede. Difficile fronteggiare ad armi pari la difesa schierata del Lecce senza il giusto supporto. Ma pecca d'imprecisione in più di una circostanza, quando basterebbe semplicemente essere più lucidi. Il solito moto perpetuo alla ricerca della posizione giusta, ma finisce per isolare Mancuso e perdere lui stesso i riferimenti. Ciliegina sulla torta: il fallo sciocco su Petriccione. Gli costerà il Palermo, la gara "del riscatto". Imperdonabile. 

Mancuso 5,5: sarebbe quasi ingiudicabile, perché i palloni buoni si contano sulle dita di una mano. Al rientro dopo la squalifica non riesce ad incidere. Nella divisione delle colpe è quello con la fetta più piccola. Resta il fatto che quando l'ex Samb non colpisce, il Pescara è praticamente inoffensivo. Il problema è ovviamente a monte. (dall'83' Sottil s.v.)

Pillon 5: lo preoccupa l'atteggiamento dei suoi ragazzi, ma è come se il Pescara avesse perso entusiasmo e cognizione dei propri mezzi. Le problematiche sono evidenti e il tecnico di Preganziol prova di tutto per cambiare la situazione. Affronta e soccombe al cospetto di un avversario oggettivamente più in forma (ad oggi). Ma serve uno scatto, una risposta, una prova convincente per tornare a credere in qualcosa. Mantenendo il trend dell'ultimo periodo, il Delfino rischierebbe di venir risucchiato nella zona grigia appena dopo l'ottavo posto. Tanti i nodi su cui lavorare. La palla passa a lui. Deve dare una scossa. Deve trovare il modo di rianimare i suoi. Sarebbe un vero peccato gettare tutto al vento. 

 

 

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