Prima squadra

Pescara - Hellas Verona, le pagelle dei biancazzurri

Scognamiglio da censura, Bellini ad un millimetro dalla storia

27.05.2019 13:37

A CURA DI DANIELE BERARDI

Finisce come non sarebbe dovuta finire. Il Pescara si accartoccia sulle sue incertezze nella notte dell'Adriatico. Il Verona fa il colpaccio con merito e si guadagna il derby col Cittadella valevole per l'accesso alla Serie A. I ragazzi di Pillon subiscono la maggior intraprendenza degli ospiti nella prima frazione. La gestione passiva del risultato non paga e il rigore di Scognamiglio cancella quanto di buono costruito al Bentegodi. Mancuso non riesce a pungere, Sottil è l'unico a provarci davvero. Memushaj e Brugman neutralizzati. Il tiro di Bellini è un deja vu del colpo di testa di Flavio Lazzari a Bologna.

Fiorillo 6: trema in un paio di circostanze coi traversoni al veleno di Laribi e su un colpo di testa schiacciato appena fuori da quest'ultimo. Nonostante l'intraprendenza del Verona, viene chiamato in causa col contagocce. Spiazzato senz'appelli dal rigore impeccabile di bomber Di Carmine. 

Balzano 5,5: nervoso e piuttosto in difficoltà sullo sgusciante Laribi. Fatica a tenerlo nei tagli sul secondo palo e nei movimenti nei mezzi spazi. Prova a sganciarsi in avanti per supportare la manovra offensiva, ma non è serata. Cross sballati e fiato corto. Anche 'Balza' è costretto ad inchinarsi agli scaligeri. 

Pinto s.v. (dal 18' Del Grosso 6: rinnova il duello personale con Matos, sempre da subentrato. Mette la museruola ad uno degli spauracchi della vigilia, ma non basta. Fatica ad accompagnare l'azione come vorrebbe, nonostante si mostri ben più preciso rispetto al collega di fascia opposta. Sufficienza abbondante). 

Bettella 6: si conferma uno dei migliori. Unica sbavatura in chiusura su Laribi nel primo tempo: poteva costar caro, ma nulla di fatto. Avrà tempo e modo di riprendersi quello che il crudele destino del pallone gli ha tolto. Con la maglia biancazzurra, nella prossima stagione. 

Scognamiglio 4,5: Insufficiente, insalvabile, inaccettabile. Tra i migliori del Pescara per concentrazione e applicazione fino al minuto 73. Poi, il crollo. Fallo da rigore su Di Carmine e rosso ingenuo nel finale di partita, col Pescara proiettato in avanti. Pugnalata nella schiena di Pillon da uno dei suoi senatori. Dispiace. 

Brugman 5,5: decisamente sotto tono nel primo tempo, prende per mano i suoi nella ripresa. Il Pescara fatica ad imbastire complice la reattività dei centrocampisti del Verona. 'Gas' probabilmente ha ancora sul groppone l'infortunio di qualche settimana fa. Fisicamente soffre tanto. Alla lunga paga dazio.

Memushaj 6: vuole lasciare il segno sul big match e ci prova in tutti i modi. È una di quelle partite in cui sa come esaltarsi, ma viene risucchiato dalle incertezze della sua squadra. Nel finale accompagna l'arrembaggio a testa bassa senza risultato. Tra i più provati al termine della partita. 'Memu' ha ancora tanto da dare a questa piazza. 

Crecco 5,5: davanti ad un centrocampo raccolto e organizzato come quello del Verona fatica a mettersi in mostra. Supporta l'azione di Sottil come può, ma senza continuità. Vengono fuori i suoi limiti tattici in quel ruolo. Polmoni e sudore, in partite simili, possono non bastare. (dal 75' Bellini 5,5: cambio della disperazione per aggiungere centimetri. Si batte come un leone alla ricerca del pareggio. Crea scompiglio in area con la sua fisicità e ha sul piede destro la palla della finale: coordinazione precaria, calcia troppo alto e Silvestri ci mette una pezza. Remake infausto delle chance buttate alle ortiche al Dall'Ara qualche anno fa)

Marras 5: stanco, impreciso, annebbiato da una stagione passata a solcare la fascia in lungo e in largo. Arriva con le pile scariche all'appuntamento più importante. Il gol resta una chimera: arriva tardi all'appuntamento con la marcatura sul cross al bacio di Sottil. Emblema della sua annata. Esce a testa bassa.  

Mancuso 5,5: avrebbe voluto marchiare a fuoco questa semifinale playoff, per giunta nel giorno del suo compleanno. Nel primo tempo stentano ad arrivare i rifornimenti ed è costretto a sacrificarsi per la squadra. Dawidowicz gli nega la gioia della marcatura sul più bello, strozzando in gola l'urlo di tutto l'Adriatico. Resta comunque una stagione da incorniciare con 19 gol all'attivo. 

Sottil 6,5: ancora una volta tra le note soavi di una serata amara. Dribbla gli avversari con naturalezza cercando sempre di puntare la porta. Offre a Marras la ghiotta opportunità del gol facile, poi prova a mettersi in proprio ma senza successo. Richiamato da Pillon in panchina in un momento delicato della gara. Forse avrebbe potuto essere spremuto ancora un po'. Dispiacerebbe non vederlo ancora all'Adriatico nella prossima stagione. (dal 70' Campagnaro 6: entra per dare manforte al pacchetto arretrato, ma il cambio finisce sfortunatamente per coincidere col vantaggio del Verona. Anche lui in parte resta fuori dal triangolo Pazzini-Di Carmine pur riuscendo ad intervenire in scivolata. Scognamiglio ha già rotto le uova nel paniere). 

Pillon 5,5: il Pescara specula troppo sul pareggio dell'andata e regala i primi quarantacinque minuti agli avversari. Nella ripresa il Delfino si sveglia e va vicino al gol. Piovono polemiche sul tecnico di Preganziol per il cambio Sottil-Campagnaro, qualche istante prima del rigore. Considerando che si è trattato di una mossa tipica di Pillon (col conseguente passaggio alla difesa a 5), il Verona ha sfruttato abilmente l'episodio. La palla di Pazzini per Di Carmine ha un retrogusto sublime. Un Pescara forse troppo rinunciatario, che avrebbe dovuto svegliarsi prima. Peccato aver vanificato la bella prestazione del Bentegodi. Presumibilmente l'ultima all'Adriatico per l'allenatore veneto. Si prende gli applausi meritati della curva come tutti i suoi ragazzi. A lui l'onore delle armi, dopo una cavalcata intensa ed emozionante.

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