Settore giovanile

Legrottaglie: "Primo obiettivo la salvezza. Zauri? Merita questa chance"

Il tecnico della Primavera è stato protagonista di una diretta Facebook de Il Centro

08.09.2019 00:52

A tutto Legrottaglie. Il nuovo tecnico della Primavera del Pescara si si è raccontato a Il Centro , durante la diretta Facebook del giornale e della quale vi riproponiamo i tratti salienti in attesa del debutto ufficiale del nuovo Delfino Baby nel campionato Primavera1

 


Il Pescara: «Le dinamiche a volte si possono incastrare con le Diocidenze, e mai con le coincidenze. Tutto nella vita ha un piano. Mi ha chiamato Geria (direttore del settore giovanile del Pescara, ndr), il direttore del settore giovanile. Sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla sua telefonata. Prima o poi la vita ti offre l’opportunità, l’importante è farsi trovare pronti. Io spero di esserlo. Non sarà un campionato facile e noi siamo l’unica squadra di B in mezzo a quelle di A. Sicuramente sulla carta abbiamo qualcosa in meno delle big, però mi fido ciecamente della società e dello staff. Il primo obiettivo è la salvezza. Bisogna essere umili, nella vita l’umiltà precede sempre la gloria. Partiamo a fari spenti e poi vedremo che cosa accadrà. Proveremo ad osare, ma partendo dalla forza del gruppo e non dei singoli. In molti pensano che sia qui perché un domani possa essere promosso in prima squadra. Non sono venuto a Pescara con quest’ambizione, ma per lavorare e crescere in Primavera. Il Pescara di zauri? È una delle squadre che in prospettiva crescerà tanto. Il campionato di B è molto lungo, a marzo verranno fuori i valori. Zauri? Siamo stati avversari nelle squadre di club e compagni di Nazionale. E’ un ragazzo professionale, molto educato ed è una persona piacevole. Mi fa piacere che sia arrivato in B, è bravo e merita questa grande vetrina. Di Grazia? E’ un mio pupillo, era con me all'Akragas. Nel Catania Primavera era fortissimo e anche quando si allenava con noi in prima squadra aveva un marcia in più rispetto ai ragazzi della sua età». 

Legrottaglie allenatore:
«Fino al 2011 non avrei mai pensato di allenare. Mi pesavano i ritiri, le pressioni e gli obblighi che ti impone il calcio. Ero stufo, ma nell’ultimo anno a Catania, nel 2013, tanti miei compagni di squadra mi dicevano “Nicola, secondo me devi allenare. Hai la stoffa”. Soprattutto il gruppetto di argentini, Spolli e Andujar mi hanno esortato. Vedevano in me le caratteristiche dell’allenatore. Qualche mese dopo ho fatto il corso e ho preso il patentino da allenatore Uefa B. Poi ho smesso con il calcio e ho iniziato ad allenare gli Allievi del Bari, poi Akragas (serie C), Cagliari (come vice di Rastelli, ndr) e adesso a Pescara».
 

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