Prima squadra

Due partite per capire se davvero il Pescara può puntare alla A

Lecce in casa e Palermo fuori per capire di che pasta è fatto il Delfino

03.11.2018 06:49

180 minuti per capire di quale pasta sia veramente fatto il Pescara, ovvero per capire se la truppa di Bepi Pillon possa o meno aspirare realmente alla promozione in serie A.

La matricola terribile Lecce in casa e la trasferta di Palermo, che ha il fiato sul collo dei biancazzurri ed una gara in meno, sono il banco di prova per una squadra che nelle ultime due gare ha rallentato, raccogliendo appena un punto sui sei disponibili e manifestato un fisiologico calo. Pagata la scarsa brillantezza di alcuni interpreti, i centrocampisti in primis, ed un po' di nervosismo. "Tutti avrebbero firmato per trovarsi a questo punto in questa posizione", ha detto di recente il presidente Sebastiani. Vero, anzi verissimo. Tuttavia non ci si può cullare sugli albori ma continuare a spingere sull'acceleratore. La B non aspetta, basta essere balbettanti per qualche partita che puoi vanificare tutto.

E allora ecco che le prossime due gare sono importantissime. "Dobbiamo pensare partita per partita e vivere alla giornata", è il mantra di Pillon. E allora occhio al sorprendente Lecce nel big match di giornata in B: il Palermo, impegnato in casa con il Cosenza, proverà ad approfittarne.

Il Lecce ha vinto a Pescara una sola volta in 34 precedenti ufficiali, il 15 maggio 1960, 1-0 in Serie C con rete decisiva di Gambino. Nelle altre 33 sfide il bilancio registra 16 successi biancazzurri e 17 pareggi. Ma oggi è altra storia ed i biancazzurri non possono cedere il passo in una gara sentitissima dalla tifoseria.

La buona notizia è data dal recupero di Mirko Antonucci: l’allarme sulle sue condizioni è subito rientrato. L’esterno classe 1999 di proprietà Roma nell’infrasettimanale di Cosenza aveva accusato un problema al retto femorale che aveva indotto mister Bepi Pillon ad avvicendarlo durante l’intervallo, ma gli esami strumentali ai quali il giocatore si è sottoposto hanno scongiurato il pericolo di uno stop forzato come temeva il tecnico, che nel post partita si era detto preoccupato delle sue condizioni. A tranquillizzare tutti ci ha pensato lo stesso Mirko Antonucci: «Sto bene, mi sono sottoposto ad una ecografia che ha evidenziato solo un indurimento del muscolo. Credo che contro il Lecce ci sarò». Una buona notizia per un reparto che deve fare a meno di Capone, che resterà ai box almeno fino alla metà di dicembre. Tuttavia la presenza dall’inizio di Antonucci contro il Lecce non è certa: potrebbe partire dalla panchina, per non rischiare altri problemi in vista della partitissima di Palermo, e lasciare spazio sull’out mancino a Crecco, il cui impatto a Cosenza al di là del gol è stato importante, oppure a Mancuso, con Monachello che in questo caso si riprenderebbe il posto di centravanti titolare. Possibili novità negli altri reparti: Melegoni e Kanoutè insidiano il posto di Machin e Memushaj, non troppo brillanti ultimamente, mentre Del Grosso tornerà ad occupare la corsia mancina di difesa.

E poi? Immediatamente dopo ci sarà la partitissima di Palermo, da non fallire. E' in Sicilia che si capirà molto, moltissimo. I rosanero nell’era-Stellone hanno guadagnato 10 punti in 4 partite, alla media/punti di 2,50 ad incontro. In data 11 novrembre non avremo una sentenza, ma qualche dato di fatto in più...

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