Prima squadra

Fiorillo: “Sogno la Serie A con il Pescara ed un giorno esserne capitano”

L'estremo portiere si è raccontato a DAZN

24.05.2019 00:05

A CURA DI RICCARDO CAMPLONE - 

Vincenzo Fiorillo non ha bisogno di presentazioni. 4 anni in biancazzurro ormai lo hanno reso un pescarese adottivo. In queste 4 annate ha disputato 142 partite conquistando due finali play-off, una persa nel 2015 contro il Bologna e l'anno successivo contro il Trapani conquistando la Serie A con immediata retrocessione in cadetteria. L'anno scorso ha rifiutato un offerta molto importante da parte del Qarabag, giurando amore nei confronti di questa squadra ma sopratutto nei confronti dei suoi tifosi. “Combatto da 4 anni con questa maglia. Applausi, critiche e contestazioni. Ho un unica certezza ed un sogno: tornare in Serie A con questa maglia e magari un giorno esserne capitano. I soldi non sono tutto, quando tutto ciò che ho bisogno è già in questa città ed in questo stadio. Questo è un posto che mi piace. Mi piacciono le persone, la città, giocare in questo stadio senza nasconderci la proposta economica importante. Mi sono sentito di scrivere queste cose per far finire questa trattativa una volta per tutte. Pentito? No. Quando un anno fa dissi di tornare in serie A con questa squadra al massimo sarebbe azzeccare la profezia sarebbe il top. Sono stato il nuovo Buffon per opera dei giornali. È un etichetta scomoda. Giochi una partita e commetti un errore su un gol come può succedere a tutti, quando hai siesta etichetta si ribalta tutto. Una mattina mi chiamò il suo agente per complimentarsi con me. Ero troppo sfrontato sia un campo che fuori. Nei miei primi anni di carriera non mi ha accompagnato una vita professionale fuori dal campo, adesso che ho quasi 30 anni non mi vergogno di dirlo. Le sarete con gli amici, far tardi sono cose che quando hai 18 anni se non hai la testa veramente quadrata fai fatica. Prendi le musate ed inizia a scendere di categoria, capisci che è arrivato il momento di cambiare. L'ho capito verso i 22 anni. Rimpianti? Un po’ si perché me le sono cercate da solo. Se voglio tornare a giocare in Serie A devo fare il triplo di quello che ho sprecato. La serie A con il Pescara? Essermi ricreato negli anni un occasione, una testimonianza di una testardaggine che poi negli anni mi sta pagando. Ci sono troppe critiche nei confronti di questa società per via di qualche errore commesso nel dare le rose della gestione della Serie A. Abbiamo fatto dei campioni non buoni anzi per niente. Dobbiamo sempre convincere la piazza, essere noi a riportare entusiasmo essendo una tifoseria ferita da queste annate. La scorsa Serie A ho festeggiato tanto dove a giugno mi sono ammalato, tra infezione alla gola e virus che non mi hanno abbandonato per un mese. Questa volta sono un po’ più maturo, mi farebbe piacere per i figli della mia compagna che mi chiedono sempre: <<Perché non giochi con la Juventus?>> In realtà sarebbe per loro.”

Luciano

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