Prima squadra

Pierpaolo Marino: "Questo Pescara ricorda quello di Galeone, Allegri e Massara"

"Mancuso trascinatore, Machín destinato alla A"

17.10.2018 08:59

Corsi e ricorsi storici in riva all'Adriatico? Pillon come il Galeone bis, con il Profeta che al suo primo ritorno a Pescara centrò prima una salvezza sofferta all'ultima giornata e poi l'anno seguente, a sorpresa, il salto di categoria? Pierpaolo Marino, ex dirigente biancazzurro, pensa che sia possibile.

A Il Centro l'ex ds dell'epoca Scibilia ha speso parole importanti per il nuovo Pescara. Ecco le principali dichiarazioni rilasciate in occasione della festa delle Donne Biancazzurre.

«È stato un avvio di torneo davvero sorprendente per il gioco espresso e per il collettivo che Pillon ha messo in mostra. Sono davvero felice per il grande entusiasmo che si sta ricreando e per i giovani interessanti che il Pescara mette sempre in mostra. Il segreto? Una società vincente, che sa fare calcio e che ha un presidente vincente come Sebastiani. È competente, ma adesso deve superare lo scoglio dell’ascensore tra A e B. Questa società merita di rimanere in serie A in pianta stabile. Sembra un po’ l’Udinese prima dell’arrivo della famiglia Pozzo e spero che si stabilizzi nella massima serie. Pillon mi è sempre piaciuto e credo che questo sia l’anno della sua definitiva consacrazione. Lui è molto amico di Francesco Guidolin che, ai tempi dell’Udinese, già mi parlava molto bene di Bepi, indicandolo come un grande allenatore. Ci ha visto lungo per quello che ha fatto e che sta facendo ora a Pescara. Sapete che vi dico? Questo Pescara mi fa pensare a quello del 1991-1992 con Giovanni Galeone in panchina, con Allegri e Massara. Partimmo in sordina e in pochi avrebbero scommesso su di noi. Poi abbiamo iniziato a dare randellate a tutti gli avversari. Alla fine siamo andati in A con grandi risultati. Auguro al Pescara di Pillon di fare la stessa cosa. Mancuso mi piace molto perché è un vero trascinatore, ma anche i giovani. Il mio preferito è José Machín. È un giocatore destinato alla serie A e penso che farà grandissime cose. Ma non dimentico Capone e Melegoni che ricordo bene ai tempi di quando ero all’Atalanta».
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Chiude parlando del l suo rapporto con i colori biancazzurri: «Splendidi rapporti. Sono stato qui cinque anni (dal 1991 al 1996, ndr) ed è sempre un piacere tornare a Pescara. Quest’ambiente ti rimane dentro e ho il Delfino nel cuore. Non solo per il contesto sportivo, ma anche per la città e la sua tifoseria».

 

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