Prima squadra

De Canio: "Potevo tornare a Pescara. E sulla sfida di Lecce dico..."

Le parole del tecnico lucano a Il Messaggero

29.03.2019 00:47

Torna a parlare Gigi de Canio, doppio ex della sfida Lecce-Pescara in programma domenica. Da qualche settimana non è più sulla panchina della Ternana in Lega Pro ed Il Messaggero lo ha intervistato in vista della Partitissima tra gli uomini di Pillon e quelli di Liverani. 

De Canio sarebbe potuto tornare nell’estate del 2013 a Pescara. “Sì, per ripartire dalla B dopo la retrocessione – ha rivelato al quotidiano l’allenatore lucano – . Con Sebastiani avevamo deciso tutto, ma io chiedevo garanzie precise perché il progetto era ambizioso. Il presidente era determinato a portarmi a Pescara, ma gli arrivarono strane informazioni sul mio conto e ci fu una rottura. Da un po’ di tempo abbiamo chiarito tutto, i rapporti tra me e Sebastiani sono sempre di grande stima reciproca”.

Sulla partita di sabato ed un Pescara apparso un po' in affanno prima della sosta: “Le situazioni vanno conosciute dall’interno . A volte la sosta può essere utile, se c’è da recupere giocatori importanti che avevano bisogno di una settimana in più di lavoro, ma a volte può essere deleteria perché può causare problemi ai giocatori più in forma. Il Lecce non ha avuto lo stop, sta dando continuità al lavoro e viene da una vittoria roboante, che sul piano numerico e dei contenuti è una di quelle partite che dà slancio ed euforia, maggiore autostima e dimostra la grande condizione della squadra. Lecce e Pescara sono due piazze che si somigliano moltissimo, hanno una buona tradizione, hanno sempre fatto bel calcio e in B sono sempre state protagoniste assolute, giocando per vincere. Non deve certamente tradire il fatto che i pugliesi siano neopromossi: è vero che hanno fatto qualche anno di C, sempre da protagonisti, ma in vent’anni tra A e B sono stati sempre presenti. Sarà una sfida alta quota tra squadre che giocano bene e vivono adesso il momento più importante della stagione. Ho visto tante partite di entrambe, perché le ho allenate e ho vissuto bei momenti in quelle città sia nei risultati che a livello umano. Credo che il Pescara, così come il Lecce, abbia i numeri per sorprendere. Certo, ci sono squadre che hanno in rosa qualche soluzione in più. Ma biancazzurri e giallorossi hanno rose ben costruite, sono ben allenate, con ottime società alle spalle e un bel seguito. Qualsiasi risultato può essere inseguito. Ci sono anche altre rivali, come il Benevento, che sono forti, ma il campionato va giocato fino in fondo, partita per partita”.

De Canio fu alla guida del Pescara nella stagione 1998/1999, sfiorando la promozione. Tutti ricordano l'epilogo di quella cavalcata....  “Mi ricordo tutto di quel campionato a Pescara – racconta emozionato il tecnico di Matera – . Purtroppo non arrivò la promozione dopo una bella rincorsa. Arrivai che la squadra aveva zero punti. Dopo aver lottato fino alla fine, alla terzultima perdemmo in maniera sciagurata in casa contro la Reggina lo scontro diretto. Sbagliammo un rigore con uno dei nostri uomini migliori, Gelsi, e in contropiede prendemmo due gol. Sembrava finita, invece vincemmo a Lecce, contro una diretta concorrente, e rimettemmo tutto in gioco. All’ultima in casa vincemmo di nuovo, contro il Brescia, ma la Reggina “stranamente” vinse a Torino…”. Quel Pescara resta un modello: mai arrendersi. “Sì, quel giorno a Lecce fu un segnale di serietà, determinazione e forza di volontà di quella squadra”. Che sia di buon auspicio per la sfida di domenica prossima? “Io dico solo: che vinca il migliore. Sono due piazze splendide e spero di vederle sempre far bene come stanno facendo adesso”.

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