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L'abruzzese Gabriele Gravina è il nuovo presidente della Figc

Ha centrato la vittoria col 97,20% dei voti a favor

22.10.2018 14:48

Gabriele Gravina è il nuovo presidente della FIGC. Candidato unico per la parte residua del quadriennio 2016/2020 dopo il Commissariamento dei mesi scorsi, l’ex numero uno della Lega Pro è stato eletto al primo scrutinio con il 97,20% dei voti (2,80% le schede bianche).

Nato a Castellaneta, è però da considerarsi abruzzese a tutti gli effetti e non solo perchè fu l'artefice massimo del miracolo Castel di Sangro in serie B. 

Tutte schierate con Gravina le componenti federali, con l’appoggio annunciato in mattinata anche da parte dell’AIC. Sul palco a confermare il loro sostegno il presidente della Lega A Gaetano Micciché, il presidente della Lega B Mauro Balata, il vice presidente vicario della Lega Pro Mauro Grimaldi, il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia, i presidenti dell’Associazione Calciatori (AIC) e dell’Associazione Allenatori (AIAC), Damiano Tommasi e Renzo Ulivieri e il numero uno dell’Associazione italiana arbitri (AIA) Marcello Nicchi.

Prima di raggiungere il quorum già alla prima votazione, Gravina ha spiegato come coesione e sostenibilità siano le parole chiave per ripartire: “Essere qui è per me il completamento di un percorso umano e sportivo. La maglia azzurra, simbolo della nostra istituzione federale, muove i sogni di ogni bambino e sarà per me un privilegio poterla onorare. Ringrazio i fidati compagni di viaggio in un percorso tortuoso, ma che oggi finalmente ci vede compatti per ripartire. Ce lo chiede il Paese e ce lo chiede il contesto internazionale. Oggi sento più forte che mai la responsabilità, la forza di fare un programma chiaro, deciso e condiviso. È il momento di avere il coraggio di gettare il cuore oltre l'ostacolo. Dobbiamo fare squadra tra di noi e con tutte le istituzioni che ci sono vicine, con il CONI e con il Governo. Il calcio non si gioca da soli”.

Il nuovo presidente ha le idee chiare su quale debba essere la strada da seguire: “Il calcio che vorrei è quello dei giovani, dello sviluppo del talento, quello che non fa differenze di genere e punta a sviluppare sempre di più il calcio femminile. Il calcio che vorrei è sostenibile, ogni componente è un pezzo del mosaico, è quello delle famiglie che si avvicinano ad un ambiente etico, ed è in grado di fare impresa. Il calcio che vorrei si gioca in impianti funzionali e moderni, che rivede l'Italia nella grandi competizioni internazionali".

La FIGC riparte da Gabriele Gravina e l’elezione con il 97,20% dei voti è un segnale incoraggiante per il futuro del calcio italiano.

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