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Qui Verona: come l'Hellas si avvicina alla sfida col Delfino

Mercoledì al Bentegodi la gara d'andata

20.05.2019 13:01

A CURA DI CLAUDIO ROSA - 

Riparte dunque ora la stagione del Pescara che, nella semifinale di playoff, se la dovrà vedere con l’Hellas Verona. I veneti hanno infatti superato, non senza qualche difficoltà, il Perugia di Nesta, ed ora sono pronti a 180 minuti di fuoco per conquistare un posto in finale.

HELLAS, DURI A MORIRE

Eccoci qui, ancora una volta, a parlare di Hellas Verona. Le vicende del caso Palermo hanno in qualche modo, cambiato i destini di queste squadre ed ora, come per un colpo di magia, Pescara ed Hellas si ritrovano nuovamente una di fronte all’altra. I ricordi in fatto di playoff sorrido (eccome) ai biancazzurri: indimenticabile il successo del Delfino di Di Francesco proprio contro l’Hellas, in una finale di Lega Pro che metteva in palio la promozione in Serie B. Una sconfitta ancora dolorosa per i supporters gialloblu, motivo per cui oggi questa rivalità è così sentita.

Al doppio confronto di questa settimana però, i veneti si presentano sotto una nuova veste, forti un successo ottenuto di prepotenza ed una filosofia di gioco che adesso sembra rispecchiarli a pieno: la scintilla è stata l’esonero di Grosso, forse non propriamente colpevole ma neanche esente da colpe. Al suo posto è arrivato Aglietti che, nel giro di un paio di allenamenti, è riuscito a dare una nuova luce alla propria squadra, esaltando gli aspetti positivi messi in rilievo dalla precedente gestione e, soprattutto, arginando quelli negativi. Abbiamo quindi ora davanti a noi un Verona che continua ad avere nel possesso palla la sua arma principale, ma riesce in maniera assolutamente camaleontica a rivestirsi col cambiare della partita. L’esempio lampante è proprio la sfida col Perugia, partita nella quale l’Hellas aveva il fattore campo, cosa non da poco in una gara secca. Con un tocco di provincialità, in accezione del tutto positiva, l’Hellas ha giocato di rimessa, sfruttando le occasioni che ha creato. Ed è questo forse il vero punto debole di questo team: la squadra di Grosso non finalizzava, trovare il gol era diventato una mission impossible.

Molte delle speranze venete gireranno dunque intorno a questo fattore perché, ricordiamocelo, il Verona deve vincere almeno una partita per sperare di passare il turno.

HELLAS, SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA?

Dato che lo abbiamo accennato, ricordiamo bene quali sono le regole di questa semifinale di playoff: l’Hellas, che giocherà la prima partita in casa, dovrà prevalere, nel computo della doppia sfida. In caso di parità complessiva, invece, sarebbe il Pescara ad accedere alla finale, favorito dal miglior piazzamento in campionato. Una situazione di certo non semplice per Aglietti che, per il match di martedì, potrebbe riproporre lo stesso 11 titolare visto contro il Perugia: in porta dunque Silvestri, poi difesa a quattro composte da Vitale, Empereur, Dawidowicz e Faraoni, in gol nell’ultima sfida con i biancazzurri. A centrocampo invece Gustafson agirà centralmente, supportato da Zaccagni e Henderson, mentre davanti Laribi e Matos sosterranno la punta Di Carmine. E proprio quest’ultimo potrebbe rivelarsi l’arma in più del Verona in questi playoff: arrivato in estate, i continui problemi fisici a cui ha dovuto far fronte quasi sin da subito ne hanno condizionato il rendimento, fatto specialmente di alti e bassi, rendendo la sua un’annata piuttosto difficile. Il gol con il Perugia potrebbe averlo fatto sbloccare definitivamente, una notizia incoraggiante per i tifosi gialloblu che sperano, grazie alle sue reti, una prossima stagione in Serie A.

 

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