Prima squadra

Alchimie tattiche da registrare ed affinare

Buone risposte iniziali dal nuovo modulo, ma servono conferme

13.02.2019 13:45

Il 4-3-3 non è andato in soffitta, ma c'è una concreta alternativa ormai in casa Pescara: il 4-3-1-2 visto all'opera già a Foggia. Questa soluzione, come il 5-3-2 in realtà (a proposito: occhio a questo assetto per la gara col Crotone...), era già stata vista in corso d'opera, ma mai dal 1' come allo Zaccheria. Le risposte avute sono state positive, al netto di taluni aspetti certamente da migliorare. Quali? Il trequartista, ad esempio: Pillon ha scelto il suo pretoriano Marras, ma con una squadra imbottita di esterni forse altri interpreti, magari meno votati alla fase divensiva, sembrano più adatti. Chi? Del Sole in primis, ma anche Capone o Sottil. Un altro aspetto da affinare, per restare al reparto offensivo, è l'intesa tra Monachello e Mancuso, ma non sarà difficile trovare la quadra. Qualche problema in meno, forse, si avrà a centrocmapo: bisogna solo capire se Brugman va meglio da play o da mezz'ala e se è più utile la solidità di Kanoutè, la tecnica di Melegoni o il dinamismo unito all'altletismo di Crecco. 

Pillon ed il suo staff continuano a lavorare e ad analizzare la situazione, di certo il 4-3-1-2 è una risorsa così come può essere utile, sfruttando la duttilità dei suoi uomini, poter alternativamente schierare, a seconda degli avversari (anche per "mettersi a specchio") questo modulo al 4-3-3 e al 5-3-2.

Per il resto dell'analisi ci affidiamo alle opportune parole de Il Messaggero ed. Abruzzo. Eccole: "Per quanto riguarda il nuovo modulo 4-3-1-2, i segnali arrivati sono moderatamente confortanti,  soprattutto serve un lavoro più continuo di inserimento da parte delle mezzali oltre a una maggior precisione al momento del cross o dell’ultimo passaggio. Ma ci si può lavorare. A patto di conservare l’atteggiamento aggressivo di tutta la squadra che allo Zaccheria si è viso soprattutto in avvio e in chiusura di match. La prima risposta positiva riguarda l’atteggiamento di squadra. Che si è espresso innanzitutto con la generosa partecipazione di tutti nella fase difensiva, a cominciare dagli attaccanti, che non si sono mai risparmiati. È chiaro che se si inizia a difendere già dalle punte, è molto più facile il lavoro dei difensori, che a tratti hanno potuto tenere una linea un po’ più alta, e si sono giovati anche della compattezza tra i reparti. E del lavoro in copertura dei centrocampisti, sempre puntuali da un lato nel raddoppiare su Kragl e dall’altra nell’aiutare i difensori a non concedere mai la conclusione di sinistro a Galano, che per tutta la gara ha cercato inutilmente di accentrarsi per liberare la propria conclusione mancina".

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