Editoriale

Il capolavoro dell'uomo col baffo

Mr Pillon ed una stagione comunque da ricordare

15.05.2019 00:56

E' arrivato a Pescara in una situazione difficile poco più di un anno fa, con il popolo biancazzurro nello sconforto. Il baratro della C era ormai vicino, dopo essere passati da Zeman - allontanato col Delfino ad un punto dai playoff - ad Epifani. Il Delfino navigava in acque agitatissime, ci voleva un nostromo coi baffi per riportarlo a riva. Riportò la nave biancazzurra in porto con estrema semplicità, ripartendo dalla base del suo predecessore boemo ed aggiungendo qualche accorgimento tattico difensivo. Senza strafare e senza stravolgere nulla, senza inventare alcuna soluzione rivoluzionaria. Si è subito presentato per come è e non per come voleva che qualcuno lo vedesse. Pillon è uomo di lavoro e di fatica, gli piace far parlare i fatti e non la bocca.

Non è guascone come Galeone, non spavaldo come Oddo o filosofico come Zeman: eppure è entrato subito in sintonia con la piazza, che ne ha apprezzato tutte le qualità. Certo, forse il suo calcio è più prudente di quello che si vorrebbe, ma parlano i risultati. 

Una salvezza ottenuta da subentrante (proprio a pochi km da casa sua, a Venezia), una salvezza in anticipo di tre mesi rispetto alla naturale conclusione della stagione quest'anno con tanti giovani valorizzati e l'ingresso nei playoff dalla porta principale. Le premesse della stagione parlavano di altro, di tranquilla salvezza. Eppure il suo Pescara, sulla carta molto meno forte di almeno altre 8 squadre, è sempre stato nei quartieri altissimi della graduatoria: è partito benissimo, raggiungendo e tenendo per più giornate il primo posto, poi è calato ma è sempre rimasto in zona playoff ed ha chiuso la stagione al quinto posto (quarto a tavolino per il caos Palermo), un risultato importante soprattutto se si pensa che a gennaio la squadra non è stata rinforzata. Anzi, è stata indebolita nonostante gli arrivi di due giocatori che diranno la propria nel calcio di domani (Sottil e Bettella).

Adesso ci sono l'avventura playoff ed il sogno Serie A da vivere al massimo. Forse il Pescara non verrà promosso, ma l'uomo col baffo il suo capolavoro lo ha già compiuto. Potrebbe restare in riva all'Adriatico solo in caso di A, altrimenti l'addio pare scontato. Non per volontà sua. Resterebbe infatti a Pescara fino a fine carriera. La città gli piace e lo ama, certe testimonianze d'affetto negli ultimi 20 annio sono state riservate a pochissimo. Ma comunque vada l'avventura playoff, Mr Pillon può essere orgoglioso del suo lavoro. Che forse gli varrà una panchina importante in B anche l'anno prossimo, anche se non a Pescara....

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