Prima squadra

PROBLEMI IRRISOLTI

La flessione del Pescara

28.11.2018 00:53

La flessione di rendimento e di risultati è ormai evidente. Nessun dramma, ovviamente, il Pescara sta andando oltre le migliori aspettative della vigilia, ma da qualche tempo la truppa di Pillon ha smaltito la brillantezza che ne aveva contraddistinto l'avvio di torneo e con essa molti punti. Lo score totale del Pescara recita 23 punti ed è il quarto Pescara di sempre nella storia a questo punto della stagione dietro quello fantastico di Zeman del 2011-12, che aveva totalizzato 28 punti, quello di Delio Rossi targato 1996-97 (25 punti) e quello di De Canio del 1998-99 (24 punti, ma il tecnico era subentrato e non aveva iniziato la stagione).

Il bottino attuale è frutto della partenza sprint: 18 i punti conquistati nei primi 8 turni, con l'ottima media di 2,25. Ma adesso la media si è più che dimezzata ed i numeri non mentono mai: 5 punti nelle ultime 5 partite, frutto di 2 ko, 2 pareggi ed una vittoria in extremis contro il Lecce (giallorossi ridotti in 9) con 6 gol incassati nelle ultime 3 gare disputate. Il campanello d'allarme c'è.

Il Pescara è tornato a palesare alcune lacune che sembravano essere state colmate. Un esempio? L'incapacità di gestire la partita ed il risultato (vedi gare con Ascoli e Lecce, oltretutto con superiorità numerica), la scarsa propensione ad imporre il gioco (quando si può agire di rimessa la truppa è pericolosa) e la poca efficacia in zona gol. Se non segna Mancuso, infatti, si va in rete col contagocce: mancano i gol dei centrocampisti e, soprattutto, degli altri attaccanti, esterni in primis. Cocco è a quota due gol (entrambi su irgore), Monachello a quota tre, ma per ambire ad un salto di qualità servirebbero, un'altra punta da doppia cifra ed un apporto delle ali più puntuale e continuo: Marras è utilissimo, ma vede poco la porta; Antonucci ci prova di più, ma non sembra avere fiuto eccezionale per il gol; (a doppietta di Del Sole, che ha giocato pochissimo, sembra estemporanea e non il preludio ad una stagione da doppia cifra, soprattutto se non dovesse trovare molto spazio; Capone è ai box e ci starà ancora a lungo.

C'è poi la questione centrocampo, da tutti definito il migliore della B. Anche noi siamo di questa opinione, ma è in evidente calo causa stanchezza dei suoi interpreti. E stupisce che Melegoni, positivo nelle sortite di inizio campionato, sia finito nel dimenticatoio. Contro l'Ascoli avrebbe fatto comodo la sua capacità di inserimento e la sua fisicità, ma si è optato per i cambi standard. Ecco un altro problema: Pillon nelle ultime uscite sembra avere un copione già scritto e non modificabile: differentemente da inizio campionato, quando con le sostituzioni riusciva a cambiare marcia (e talvolta assetto) al Pescara, adesso i cambi non sono più incisivi. E c'è infine una sensazione che speriamo errata: la squadra sembra rispondere meno agli input del suo tecnico a livello mentale. In campo si sono persi compattezza e di equilibrio, ma è proprio il presunto appiattimento che preoccupa. Le ultime gare sino al giro di boa daranno importante risposte ai tanti quesiti che circondano nell'ultimo mese il Pescara. Di queste, sulla carta solo la partita col Carpi sembra agevole mente le restanti tutte da bollino rosso o quasi....

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