Prima squadra

Leone: "Stiamo diventando una squadra solida e mi auguro che.."

Così il ds a Il Centro

10.10.2018 08:50

Pescara primo. E artefice di una mini-fuga dopo 7 giornate, avendo due punti di vantaggio sulla seconda (un pari nel prossimo turno consentirebbe ai biancazzurri di mantenere la vetta della classifica, anche se se in possibile coabitazione; il Delfino tornerà in campo venerdì 19 ottobre in trasferta contro lo Spezia dell’ex Pasquale Marino). 

Il ds Luca Leone ha rilasciato a Il Centro una interessante intervista (realizzata dal collega Giovanni Tontodonati) nella quale analizza tutti i temi di casa Pescara. Ecco le dichiarazioni più interessanti. 

«Il primo posto? È una bella sensazione. Siamo contenti, ma abbiamo giocato appena sette partite ed è presto per fissare gli obiettivi. Ci godiamo il momento pensando, però, già alla prossima partita. Diciamo che è un piccolo premio per il desiderio dei ragazzi di essere protagonisti e non disputare un altro torneo anonimo come è accaduto l’anno scorso. C’erano tante squadre che avrebbero dovuto occupare la nostra posizione. Sulla carta almeno quattro che hanno costruito rose di grande valore, ma nel calcio poi è il campo ad emettere sentenze. Ripeto, siamo ancora agli inizi e per stabilire le reali ambizioni bisognerà attendere marzo: è quello il mese decisivo del torneo cadetto. Il post Padova? Gli ultimi cinque minuti dell’Euganeo avrebbero potuto condizionare la prestazione di sabato scorso. Al contrario, il gruppo ha trasformato la delusione in energia positiva. Stiamo diventando una squadra solida e mi auguro che il processo si rafforzi con il passare delle giornate. In verità, l’atteggiamento non mi ha sorpreso. Già dai primi giorni del ritiro avevo intuito con quale spirito si erano presentati i calciatori, sia i vecchi che i nuovi. Il loro obiettivo è di non ricommettere gli errori della passata stagione che ci hanno fatto soffrire fino all’ultima giornata. E Pillon è stato bravissimo a creare un’atmosfera serena e piacevole».

E poi: «Pillon ha trasmesso al gruppo i suoi concetti di gioco, la sua carica, la voglia di remare verso la stessa direzione. Quando si è uniti è più semplice superare le difficoltà e risolvere i problemi. L’emblema sono i giocatori che non partono titolari e poi entrano in campo durante la partita mostrando la giusta determinazione. Inoltre, la squadra gioca molto bene e sta migliorando giorno dopo giorno. Paura delle cosiddette vertigini da primo posto? No, non bisogna avere nessun timore, ma andare avanti pensando una gara alla volta, poi si vedrà dove potremo arrivare. Sulla carta Palermo, Crotone, Verona e Benevento sono quelle più attrezzate. Non bisogna dimenticare che quest’ultimo ha una gara da recuperare e potenzialmente potrebbe raggiungere quota 13 punti. Poi ci sono altre compagini molto competitive, ad esempio la Cremonese e lo stesso Spezia che sarà il nostro prossimo avversario alla ripresa del campionato. Quest’anno è vera bagarre, ma sono convinto che alla fine le vere potenzialità emergeranno».
Sulla squadra:  «A Mancuso auguro di continuare su questa strada perché è un ragazzo straordinario. Leo avrebbe potuto giocare in B qualche anno prima, ha voglia di recuperare il tempo perso. Va detto che le qualità del singolo vengono fuori solo quando c’è un collettivo che funziona. E finora tutti stanno dando il massimo trascinati dai “vecchietti”: Fiorillo, Campagnaro, Balzano, Del Grosso, Memushaj e altri stanno guidando i più giovani, danno sicurezza e convinzione alla squadra». 
I tifosi: «Credo che il pubblico abbia capito lo spirito di questo gruppo. E quando i tifosi vedono che in campo i calciatori lottano su ogni pallone ti aiutano. Non è un caso che il Pescara abbia vinto tutte e quattro le gare disputate in casa. In queste partite ci sono stati anche momenti di difficoltà e a mio avviso il pubblico è stato decisivo per superarle. Anzi, i tifosi pescaresi sanno dare anche di più e spero che i ragazzi riescano a vivere i momenti di maggiore passione che questa città sa regalare. Intanto, tutti hanno capito il privilegio di indossare la maglia biancazzurra»

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