Prima squadra

Il tabù Bentegodi si conferma. Ed evidenzia le lacune del Pescara

La vittoria col Carpi aveva interrotto la striscia negativa, subito riaperta

18.12.2018 10:13

Il Bentegodi si conferma un campo tabù per il Pescara e riapre una crisi che la vittoria col Carpi del 7 dicembre sembarava aver archiviato.

In 22 confronti ufficiali a Verona tra le due squadre, infatti, i padroni di casa sono risultati vittoriosi 15 volte (6 i pareggi) mentre l’unica vittoria biancazzurra, 2-1 in Serie B, risale al 26 agosto 2011, debutto di Zeman sulla panchina pescarese nella stagione dei record, con le reti di Immobile ed autogol di Ceccarelli per gli abruzzesi e con lo stesso Ceccarelli a vestire i panni del bomber siglando il gol della bandiera per i gialloblu. Anche ieri sera un ko per il Delfino, che non riesce ad accorciare in classifica sul Palermo capolista e non produce il controsorpasso sul Brescia dell’inarrestabile Donnarumma. La copertina del posticipo è tutta per il baby Andrea Danzi, classe 1999 che con il suo primo gol tra i professionisti ha spianato la strada del successo alla squadra di Fabio Grosso, che ha trovato poi il raddoppio grazie ad un rigore di Di Carmine ed il colpo del ko con un autogol di Del Grosso. Una punizione sin troppo severa per il Pescara, resa un po’ meno amara dalla rete di Mancuso (nono sigillo stagionale per lui). Inevitabili i musi lunghi dei biancazzurri a fine partita, alla terza sconfitta consecutiva in trasferta.

Ciò che preoccupa è l'involuzione di una squadra che nel posticipo è annche partita bene, sfiorando il gol ma pagando dazio ad ogni minimo errore, come sottolineato da Pillon a fine gara «Sono molto arrabbiato», le parole del tecnico. La difesa non è più impermeabile, l'attacco - ad eccezione del solito Mancuso - è sterile ed il centrocampo appare appannato e non in grado di fare filtro. La sosta arriva forse nel momento propizio, per lavorare duramente, anche perchè a livello atletico la truppa sembra non avere smalto. 

«Il campionato resta molto equilibrato, non eravamo fenomeni quando le cose andavano bene e non siamo asini ora che abbiamo perso 3-1 a Verona», le parole di Palazzi. Vero, ma qualcosa che non va c'è. E a suo modo lo ha fatto capire non solo a parole ma a fatti lo stesso Pillon, con le sostituzioni (oltretutto a nostro parere errate per scelta e tempistica): sono sembrate un chiaro messaggio alla società in sede di mercato. 

Non c'è da fare drammi, il Pescara è ancora in posizione nobile di graduatoria anche se il turno in data 23 potrebbe modificare qualcosa, ma è tempo di profonde riflessioni. «Il Pescara è una squadra che può tranquillamente restare nel gruppo di testa, sfrutteremo la sosta che ci attende per lavorare sodo», ha detto Mancuso da Verona. Sarà così?

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