Prima squadra

A tutto Repetto: "Vi dico che.."

Interessantissima intervista rilasciata a Il Centro

01.06.2019 08:40

Tra la stagione appena archiviata e quella che sta per nascere: parola a Giorgio Repetto, il direttore dell'area tecnica biancazzurra, la cui esperienza sarà fondamentale per gettare le basi del Pescara che verrà. Farà da chioccia al nuovo ds Bocchetti ed avrà il ruolo di consigliere di Sebastiani oltre a fungere da "spalla"  al nuovo tecnico, come ha fatto con Pillon. E della sua competenza certamente si gioverà il prescento, che sarà - salvo ribaltoni - Luciano Zauri. 

Repetto ha rilaciato una intervista molto interessante a Il Centro, ecco le principali dichiarazioni:

LA STAGIONE DI PILLON: «Da 8 in pagella direi. Il Pescara ha fatto una grande impresa. Ci può stare che vieni eliminato in semifinale play off dal Verona, ma è assurdo aggrapparsi ai cambi fatti da Pillon. Sono alibi. Il cambio di Campagnaro al posto di Sottil, quello incriminato, non può cancellare la stagione. Nessuno ricorda che nel girone d’andata aveva fatto la stessa cosa, mettendo un difensore in più. Contro Crotone e Benevento? Quelle furono partite dominate e Pillon era stato incensato per come avevo letto le partite. Quanto ha inciso Pillon? Almeno al 60%. Credo che i suoi detrattori debbano fare delle analisi diverse rispetto a quelle tattiche. Ha fatto un gran lavoro sul gruppo, ha lanciato Gravillon e Machin (entrambi hanno fruttato un bel gruzzolo al club, ndr), ma non solo. È stato determinante nella passata stagione. È arrivato a Pescara in un momento difficilissimo, con un calendario per niente semplice e ha salvato la squadra. Quest’anno con una formazione titolare non troppo diversa rispetto a quella del 2018, ha fatto grandi cose. È stato un grande onore lavorare con lui. Nel calcio personaggi così non ci sono. Ha una passione smisurata. Una volta, verso Natale, gli chiesi cosa lo spingesse ad allenare ancora con questa intensità. Lui mi rispose: “Giorgio, per me il calcio è vita. Senza campo, fischietto, casacche e contatto con i giocatori non so stare”. Lui allena per passione e si vede. La squadra ha capito questo e lo ha seguito. Addio emozionante il suo? Anche per noi. Martedì abbiamo fatto la cena finale e, prima di andare via, ha radunato i giocatori per salutarli, ma il suo discorso di commiato è durato pochi secondi. È scoppiato in lacrime per l’emozione. Questo Pescara lo ha sentito suo fin dal primo giorno e ha dato tutto fino all’ultimo istante.Dopo il ko di Lecce ho avuto paura che la squadra si potesse sgonfiare. Nella partita di Padova, quella pareggiata 2-2, abbiamo giocato un gran calcio. Li ho capito che questa squadra aveva qualcosa di speciale da poter sfruttare. Cosa è mancato? Una certa potenza realizzativa. Sono stati 29 i gol dagli attaccanti. Pochi se una squadra vuole ambire a grandi traguardi con tranquillità. Le rivelazioni? Gravillon e Sottil. Ma voglio fare un plauso a Fiorillo, ha fatto una stagione strepitosa. Ha giocato anche imbottito di antidolorifici, come i vari Del Grosso, Memushaj, Brugman e Mancuso».

IL FUTURO: «Si riparte con la consapevolezza di avere in rosa tanti giocatori importanti, ma non più giovanissimi. Gli under avuti quest’anno vanno via perché erano tutti in prestito. Il prossimo anno, se vogliamo garantire lustro e progetti ambiziosi, dobbiamo rilanciare lo scouting per poter scovare giocatori giovani nelle categorie più basse. Solo allargando il patrimonio tecnico possiamo garantire un bel futuro al Delfino. Bisognerà ricostruire la squadra, specie in attacco. Bisogna guardare alla realtà e senza fare voli pindarici. Quest’anno in pochi hanno creduto in noi, invece il Pescara ha sfiorato la serie A. Sono certo che si farà un buon lavoro, magari puntando ad abbassare l’età media. Nell’anno di Oddo, quello della promozione in A, l’età media era di poco superiore ai 23 anni e con tanti gol degli attaccanti, come Lapadula e Caprari. Per fare un gran campionato servono una sessantina di gol, di cui una quarantina devono arrivare dall’attacco. Se si continua con il 4-3-3 secondo me servono due punte centrali, tre esterni offensivi, una mezzala e un terzino sinistro. Dai rientri dei prestiti, poi, bisognerà valutare bene Vitturini e Ventola. Due ragazzi che sono cresciuti molto negli ultimi due anni. Brugman? Egoisticamente spero che rimanga, ma è un giocatore che merita la serie A. Tanti giocatori sono in A immeritatamente, lui la merita ad occhi chiusi». 

ZAURI:  «Non ho preclusioni, lo conosco bene e alla guida della Primavera ha fatto grandi cose. In passato, chi è stato promosso in prima squadra dal settore giovanile, ha sempre fatto una bella carriera. Vedete Di Francesco, Oddo e Bucchi per esempio. A me Zauri piace, gioca 4-3-3 ed è un tecnico giovane».
IL SUO RUOLO: «Il mio ruolo sarà lo stesso: responsabile dell’area tecnica. Bocchetti sarà il direttore sportivo, ma da parte mia massima collaborazione se dovesse servire aiuto. Non mi tirerò indietro».
 

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