Prima squadra

Il Centro svela il "patto biancazzurro"

Più di un’ora di faccia a faccia tra Zauri e la squadra: alcuni senatori si confrontano con l’allenatore

23.10.2019 10:01

Il momento è difficile, inutile negarlo. Atteso da 3 gare in una settimana, tutte insidiose a partire da quella di sabato col Benevento, il Pescara non può permettersi passi falsi, anche perchè la panchina di mister Zauri è già a rischio.

Il Centro ieri in edicola ha svelato un interessantissimo retroscena che vi riportiamo nei tratti salienti (articolo firma del collega Luigi Di Marzio):

"Le parole che non ti ho detto. In questa stagione non era mai successo prima di ieri. Più di un’ora. Tanto è durato il faccia a faccia tra il Pescara e l’allenatore Luciano Zauri. Una riunione fiume, andata in scena sul campo 4 del centro sportivo Poggio degli Ulivi, a Città Sant’Angelo". La ripresa c'è stata lunedì: "La squadra i, intorno alle 15,03, si è ritrovata sull’erba del Delfino Training Center e Zauri ha messo sugli attenti il gruppo, che si è stretto attorno all’allenatore.
Il 41enne di Pescina sa bene che la sua avventura a Pescara dipenderà tanto dalle prossime tre partite con Benevento, Juve Stabia e Pisa. Ieri ha voluto parlare in maniera accorata ai giocatori e lo ha fatto per i primi 20 minuti in versione monologo, con tutti i componenti dello staff alle spalle. L’analisi dell’ultima partita, ma anche delle precedenti, l’atteggiamento del gruppo e delle dinamiche quotidiane. Gli argomenti toccati sono stati diversi. Al Poggio degli Ulivi non c’erano tifosi, solo il ds Giorgio Repetto, a bordocampo, che parlava al telefono cercando di tenersi a debita distanza dal gruppo. Dopo il discorso di Zauri, si è aperto un lungo dibattito. Il primo a prendere la parola è stato Cristiano Del Grosso. Il terzino di Giulianova ha rotto il ghiaccio e ha detto la sua, poi via via anche gli altri si sono esposti. Tra questi, Alessandro Bruno, che, come Del Grosso, ha già soffiato su 36 candeline.
Oltre al mediano, che è anche il genero del presidente Sebastiani, ha preso la parola Ledian Memushaj, uno che sa come si porta la fascia da capitano al braccio. Pian piano al Poggio poi sono spuntati alcuni tifosi e curiosi, ma non in massa, un gruppetto formato da una dozzina di persone. Quaranta minuti dopo l’inizio della riunione tecnica sono sbucati sul campo d’allenamento il presidente Daniele Sebastiani e il ds Antonio Bocchetti.

«L’allenatore rimane al suo posto», ha sottolineato il patron prima di avvicinarsi all’altro campo d’allenamento dove stava sudando la Primavera. Il Pescara, dunque, ieri pomeriggio dopo il vertice fiume, ha sancito “il patto per la rinascita” e sabato contro il Benevento dovranno arrivare risposte convincenti. Mai prima di ieri c’era stato un confronto così lungo e diretto tra squadra e allenatore. Il Delfino e Zauri hanno voglia di tornare a sorridere, ma la differenza la fa sempre il desiderio. Il vento, per esempio, può spegnere una candela, ma può alimentare anche un fuoco. Quello che soffiava ieri al Poggio si spera che possa incendiare il Pescara"

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