Prima squadra

Memushaj: "Possiamo lottare e giocarci le nostre carte per la serie A, ma.."

L'albanese è stato ospite della diretta Facebook de Il Centro

03.11.2018 00:33

La carica di Ledian Memushaj per far ripartire per bene il Pescara. Uno dei leader dello spogliatoio, in verità un po' appannato nelle ultime due uscite del Delfino (che sia un caso che con lui non al top sia arrivato un solo punto in due partite?), è stato il protagonista della consueta diretta Facebook de Il Centro.

Ecco le principali dichiarazioni rilasciate dal centrocampista albanese, poi riprese per il quotidiano in un pezzo a firma Luigi Di Marzio:

«La classifica bisogna guardarla alla fine del girone d’andata quando tutte le squadre avranno osservato il turno di riposo. La B è un campionato strano e molto equilibrato. Tuttavia, possiamo lottare e giocarci le nostre carte per la serie A, ma per vincere serve molta pazienza».
Ha già conquistato la serie A con la maglia biancazzurra. Pronto per il bis?
«Lo spero. Ci sono delle analogie con il campionato del 2016, specie nello spirito di gruppo. Due anni fa c’erano molti giocatori giovani, adesso il gruppo è più esperto».
Quarta stagione in biancazzurro, intervallata da un campionato in A con il Benevento.
«Una scelta che non rifarei, ma, purtroppo, non è stata colpa mia se sono andato via».

Ci  sono stati un po’ di problemi con Zeman?«Diciamo che non mi sentivo più un giocatore importante per il Pescara e Zeman non mi ha aiutato in tal senso. Forse non mi riteneva utile al suo calcio e alla fine sono andato a Benevento da Baroni, che mi voleva a tutti i costi. Mi sono pentito e a gennaio sarei potuto tornare qui. Sebastiani mi aveva contattato, poi non se ne fece nulla perché c’era ancora il boemo in panchina. Sono rimasto a Benevento, ma non mi sono trovato bene con l’arrivo di De Zerbi. Siamo andati allo scontro a gennaio e non ci siamo parlati per tre mesi».
Lunedì arriverà il Lecce, una sua ex squadra. Ricordi?
«Sono stato in Salento una sola stagione, nel 2012-2013, in serie C e ho perso la finale play off. Ho un bel ricordo, ma adesso voglio batterlo perché abbiamo bisogno di fare punti».
Dopo l’esperienza salentina, il Carpi, dove ha subito un brutto infortunio, e poi il Pescara.
«Un passaggio fondamentale per la carriera. A Carpi avevo fatto bene e c’era la Sampdoria pronta ad ingaggiarmi. Poi mi sono rotto il crociato, proprio durante Pescara-Carpi nel maggio 2014 e l’anno successivo ho firmato per il Delfino. A Pescara devo tanto perché ha puntato su di me in un momento difficile della carriera».

Baroni, Oddo, Zeman e adesso Pillon come allenatore.
«L’avevo conosciuto a Carpi prima dell’infortunio. È una persona eccezionale perché ci mette il cuore. Ama il suo lavoro».

A Pescara solo di passaggio?
«Spero di no. Ho comprato casa da un paio d’anni e sono residente qui. Io e la mia compagna ci troviamo benissimo e vorremmo rimanere a lungo».
I suoi amici nel calcio?
«Alessandro Bruno, Christian Pasquato e Ignacio Pià».

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