Prima squadra

Bosco: "Quel gol al Parma lo avevo sognato la notte prima!"

Berlinghieri: "Noi del 1987 sappiamo bene che dal niente può nascere qualcosa di magico"

30.06.2019 00:08

L'epopea del primo Pescara targato Giovanni Galeone è diventato un best seller a firma di Lucio Biancatelli. E nell'immaginario collettivo pescarese resterà uno dei capitoli più belli nella storia del Delfino.

A distanza di 32 da quella fantastica calvalcata, emergono alcuni retrosceni inediti di un gruppo di ragazzi, guidati dal "Profeta" Galeone, che hanno regalato la Serie A alla città di Pescara. 

Primo Berlinghieri, milanese classe 1963, ha raccontatao ad esempio a Il centro «Proprio noi del 1987 sappiamo bene che dal niente può nascere qualcosa di magico. Ricordo sempre l'episodio del ripescaggio in serie B che ci colse di sorpresa dopo una trasferta di coppa Italia. Eravamo in ritiro ad Amandola e lì dovevamo fare pure la fila perchè prima di noi si allenava l'Elpidiense. Da lì arrivammo a Milano per giocare con l'Inter. Pensate, c'era Onofrio Loseto che non aveva mai visto il Duomo e, quando si avvicinò, disse in dialetto barese: “Madò, che bella chiesa''».
C'è poi il racconto di Roberto Bosco, monzese classe 1962, che in riva all'Adriatico ha vissuto due diverse esperienze: una da calciatore tra il 1985 e il 1987 e un'altra da vice allenatore di Giovanni Galeone tra il 1999 e il 2001, che sempre al quotdiano abruzzzese ha svelato un gustosissimo aneddoto. 
«A distanza di 32 anni lo posso dire. Quel gol al Parma del 21 giugno 1987 l'avevo sognato la notte prima. Poi qualcuno ha provato a togliermelo (il riferimento scherzoso è al giornalista Enrico Rocchi che in telecronaca diretta lo confuse con Rocco Pagano, ndc) e il Rocco “Volante” me lo rinfaccia ogni volta che lo vedo o lo sento nella chat che abbiamo creato qualche tempo fa noi ex biancazzurri. Mi ricordo ancora il boato dei 40mila dello stadio, avvertito addirittura a una distanza di 10 chilometri. Pescara rimane una piazza meravigliosa dove si può fare calcio in maniera importante. Condivido in pieno la scelta di ripartire con un tecnico giovane e motivato come Luciano Zauri e puntare su un organico con un mix di gioventù ed esperienza. Qualche capello bianco in testa ce l'ho ma non mi permetto di dare altri consigli perchè ci sono dirigenti all'altezza che sanno operare al meglio in questa città». 

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